Cineforum - Persepolis

Capolavoro. Non esagerazione, non fanatismo, niente di tutto ciò, solo pura e semplice realtà. Non deve essere stato facile analizzare la propria infanzia, quando la stessa è stata così dura. Satrapi ci riesce a meraviglia, miscelando il tutto con una dose sottilissima di ironia tagliente.

L’Iran è sempre stato un Paese chiuso alle influenze, fortemente repressivo e dittatoriale; crescere in quelle zone deve essere una tortura, specie se si è donna. Il maschilismo di questa società affoga i talenti, gli ideali, le ali di queste donne. Perciò la vicenda di Marjane Satrapi affascina così tanto. È molto raro trovare una fanciulla così arrabbiata, così out dalla mentalità del regime, così occidentale, così libera.

Questa pellicola è un adattamento di un fumetto che la stessa protagonista ha fatto uscire qualche anno fa; a differenza del solito film di animazione moderno, questo film presenta colori molto scuri, il bianco e nero rende benissimo l’atmosfera opprimente delle situazioni analizzate.

Questa bambina così cocciuta, con idee liberali in nuce, appassionata di Bruce Lee, così altruista, ci appassiona sin da subito; inutile ripetere che è una sorta di ricostruzione storica e autobiografica insieme degli anni ’70 in Iran fino agli anni ’90. Resteremo esterrefatti dalla magia di una tale ricostruzione. Non un effetto speciale verrà sviscerato durante i 90 minuti della visione, tutto è in 2D, proprio per affidare alle sole vicende narrate tutta la forza di questo film.

MARJANE SATRAPI: Marjane Satrapi è nata nel 1969 sulle rive del Mar Caspio, è vissuta a Teheran, a Vienna, Strasburgo e Parigi. Discendente di una nobile famiglia, ha avuto un nonno e la madre attivisti politici, dai quali ha ereditato la passione politica. Ha passato la sua infanzia a Teheran dove ha conosciuto la rivoluzione e la guerra contro l’Iraq. Durante la guerra, Marjane ha dovuto lasciare il suo paese mal sopportando il clima instaurato dal nuovo regime: ad appena 14 anni viene mandata a Vienna in un liceo francese. Tornata in Iran, studia Belle Arti, ma i suoi progetti sugli eroi, e soprattutto sulle eroine, della mitologia iraniana, non convincono il regime ed è costretta a lasciare di nuovo il suo paese. Dopo aver studiato Arte a Strasburgo si trasferisce a Parigi, dove tutt’ora abita. Dal 1977 scrive e illustra anche libri per i bambini. Persepolis è la sua autobiografia ed è anche il primo fumetto iraniano della storia.