Marco Matera, genio e sregolatezza

A scuola Marco riesce a dare problemi anche non volendo. Niente di più prevedibile che già alle medie venga sospeso. Al Liceo Classico Lanza ha sempre avuto debiti e viene ammesso agli esami di stato con riserva. Due debiti: Economia e Inglese. Agli esami di stato becca 8/15 alla prova di italiano. A Capitanata Chiama racconta che aveva scelto i “Giovani e la Crisi” scrivendo di come la crisi in realtà non colpisce i giovani se i giovani si reinventano, di come la tecnologia avrebbe indiscutibilmente cambiato il futuro, più della crisi. Il commento in calce alla prova è laconico: fuori traccia. Si porta a casa un magro 64/100.

Ciononostante non smette di credere in se stesso. Vola a Londra per l’università e lì scatta qualcosa. In 2 anni e 8 mesi si laurea in Business Management all’Anglia Ruskin University.

Innamoratissimo di Foggia e molto legato alla famiglia, agli amici e alla squadra di calcio della città, non molla le origini neanche ora che ha un’azienda che collabora con alcune tra le più importanti società al mondo. Torna a casa almeno una volta al mese.

Crede fortemente che Foggia possa rialzarsi. “Ci sono troppe menti, prima o poi saremo un esempio da seguire”, profetizza. “Quando sono partito per Londra volevo fare il Broker, cosa che ho rivalutato ben presto. Grazie a Gideon ho conosciuto un mondo nuovo. Sono entrato a contatto con realtà distanti dalla nostra cultura, ma non inarrivabili. Mi piacerebbe vedere questa innovazione nascere qui, anche se alla base c’è una burocrazia che fa cascare le braccia".

Ok, fermo gioco Marco. Cos’è Gideon?

Gideon è un aggregatore di smart devices. Un’interfaccia che da la possibilità agli utenti in possesso di “cose smart per la casa” di connetterle e farle comunicare tra di loro. In pratica abbiamo una tecnologia in cloud che non necessita di hardware aggiuntivi per controllare la propria casa. La nostra azienda ha creato il più smart dei sistemi per connettere prodotti di diverse marche, offrendo dashboard semplificate e dando la possibilità a tutti gli utenti di azionare i propri devices, o la casa intera, con un click sul proprio smartphone. Abbiamo addirittura semplificato questa cosa, Gideon infatti compie azioni sulla base dell’apprendimento, se esci di casa spegne tutto per te, per esempio.

Puoi spiegare ai profani di cosa ti occupi con vocabolario meno tecnico?

Volgarmente Gideon è un app per la domotica, in gergo una smart home application. Al momento lavoriamo con oltre 30 tra i più grandi brand nel mercato e supportiamo oltre 250 devices. Io mi occupo del commerciale e del marketing.

In premessa dici una cosa tanto ovvia quanto devastante: il contesto ci condiziona. In cosa sono più bravi di noi in Inghilterra?

Loro sono veloci. In Inghilterra la gente si muove sul web, non esistono i notai, non è necessario il commercialista per aprire un’azienda, i costi per avviare un’impresa sono bassissimi (£30 per un ltd) la tassazione agevola gli imprenditori ed esistono decine di formule che agevolano la ricerca di capitali per avviare l’impresa. Ma a prescindere dalle necessità di una startup, in Inghilterra la burocrazia è molto più snella. Basta andare su internet e compilare un form online senza dover consultare avvocati o altro. Un’altra cosa, loro sanno che fallire una volta significa farsi le ossa per ripartire, il fallimento non è penale. Lì si chiude e si apre finchè non si trova la chiave per il successo. Qui a volte manca la passione, la gente si accontenta, questo non va bene.

Innovare ci fa paura o è semplicemente più scomodo rispetto al godersi quel che già c’è?

Credimi non lo so. A volte l’arrendevolezza delle persone mi sconcerta. Recentemente ho incontrato studenti universitari e di scuole superiori, mi sono reso conto di una cosa, loro sembrano non essere al corrente del cambiamento. Siamo stati investiti dall’innovazione ma ad oggi un ragazzino di 10 anni è più preparato di ragazzi di 22. A 10 anni non consultano enciclopedie, ma sanno dove e come cercare i contenuti. Chi ne ha 22 invece avrebbe dovuto imparare a farlo. Alcuni non ci hanno nemmeno provato. Però ci credo. Possiamo colmare il gap. Anzi, a muso duro risolviamo tutto. La gente come noi non molla mai.

Qual è la tua ricetta per venirne fuori?

Mi piacerebbe lavorare a contatto con l’università per lavorare all’educazione all’imprenditoria che passa prima di tutto dalla mentalità. Qui la gente non è invogliata a fare imprenditoria. Tutti vogliono fare come lavoro il “manager d’impresa”. Non sanno che non esiste questo ruolo nello specifico. Esistono “Master and Servants” citando Dave Gahan, esiste comandante e comandato, esiste il middle management che verrà sostituito dalla tecnologia. Dovrebbe essere spiegato a tutti che per essere buoni manager bisogna avere una mente imprenditoriale. In qualche modo ogni decisione che si prende è frutto di studio, di esperienza, di voglia di rischiare. Gideon mi ha insegnato a vivere, tutto ciò che so a livello lavorativo lo devo all’esperienza con la mia startup, il primo incontro con Nest (azienda di Google) fu pazzesco per me. Nei 3 anni successivi ho dovuto imparare come si faceva a parlare con queste aziende per tirarne fuori qualcosa. La gente deve farla questa esperienza, sarà tutto più chiaro in seguito.

A Foggia, dove torni appena puoi, stai partecipando al processo di rete che ha portato in Capitanata il format internazionale Startup Weekend. Immagina di essere già davanti alla platea di giovani che affolleranno la Camera di Commercio di Foggia dal 1 al 3 dicembre, cosa consiglieresti ai giovani che vogliono fare startup oggi?

Come ho detto l’ultima volta ai ragazzi che hanno partecipato alla presentazione del format, abbiamo tutti dei problemi, risolviamoli insieme. Venite allo startup weekend e cambiamo la nostra città!

 

Fonte: www.capitanatachiama.it